Scegliere le corde per la chitarra
Giu 23rd, 2007 by admin
Una volta che avete deciso quale chitarra fa per voi, veniamo ad una scelta un po’ più complicata: la scelta delle corde.
Scegliere le corde che fanno davvero per voi sarà un processo piuttosto lungo, durante il quale proverete una miriade di marche diverse, senza all’inizio sapere cosa state cercando veramente. Per chi ha comprato una chitarra da poco, il momento di cambiare per la prima volta il set di corde arriverà molto tardi, specialmente se non si è in grado di capire quando le corde hanno davvero raggiunto il limite.

Photo Credit: emmapayne at stock.xchng
Inoltre, il suono delle corde dipenderà dalla qualità dei legni e dalla qualità di fabbricazione della chitarra stessa, e ciò vale sia per le chitarre dotate di cassa di risonanza (acustiche, elettroacustiche, semiacustiche, classiche) sia per le chitarre elettriche “solid body“, cioè quelle che non hanno una cassa di risonanza.
Per ogni tipo di corda adatta ad un determinato tipo di chitarra, esistono poi diverse tensioni, in inglese “gauges” e diversi calibri (o diametri). A seconda dello stile musicale che vorrete suonare, alcune tensioni e diametri sono particolarmente indicati. Su questo argomento, ecco un breve articolo tratto da Laster.it
Calibro e tensione delle corde
Il tono della nota prodotta dalla corda di chitarra dipende da tre fattori: la tensione cui è sottoposta (controllata dalle meccaniche); la lunghezza della parte vibrante (determinata dalla distanza tra il capotasto e l’osso del ponte); e la sua massa. Con l’aumentare dia del diametro sia del peso della corda, ne aumenta anche la massa. Se due corde di eguale lunghezza si trovano sottoposte a tensione uguale, quella dotata di massa maggiore vibrerà a frequenza minore e produrra una nota più bassa: ecco perchè le corde più basse sono più spesse.Calibro di corde (in pollici: 1 pollice = 2.54 cm)
Ultra light ( .008, .010, .014, .022, .030, .038 )
Extra light ( .010, .014, .020W, .028, .040, .050 )
Light ( .011, .015, .022W, .030, .042, .052 )
Medium ( .013, .017, .026W, .034, .046, .056 )
Heavy ( .014, .018, .028W, .040, .050, .060 )
Quindi ora sappiamo che più è basso il calibro, più la chitarra sarà facile da suonare, ma vi sarà una scordatura più frequente. I calibri più alti sono indicati per sonorità più “pesanti”, mentre i calibri più leggeri per sonorità più dolci.
Cominciare a suonare con un calibro alto, anche se vogliamo fare del Metal o del Jazz (anche per il Jazz sono indicati calibri alti), è altamente sconsigliato. La difficoltà nel premere sui tasti aumenta all’aumentare del calibro. Ecco perché vi consiglio di cominciare con calibri leggeri o medi, in modo da iniziare a suonare qualcosa senza dover interrompere dopo cinque minuti perché vi fanno male le dita.
Per quanto riguarda la tensione delle corde, sempre Laster.it ci fornisce un articolo approfondito sulle varie implicazioni della tensione delle corde.
Troppo complicato? Beh, effettivamente per chi si avvicina per la prima volta al mondo della chitarra, non è facile avere a che fare con tutte queste variabili. Se volete dare un’occhiata alla miriade di corde per chitarra presenti sul mercato, andate su Strings and Beyond, dove potrete farvi un idea di quanta scelta c’è e di quante variabili ci sono nella scelta delle corde. Si possono cercare le corde sia per marca che per tipologia di strumento, e ciò facilita la ricerca.
Per quanto mi riguarda, le prime corde che comprai per la chitarra elettrica furono le D’Addario, con calibro 0.09/0.42, e devo dire che come corde per iniziare non sono male. Tuttavia, molto dipende anche dalla sudorazione delle dita (che tra l’altro incide anche sulla tenuta della tastiera), e queste corde, a mio parere, tendono ad arruginirsi molto velocemente, e quindi vanno cambiate più di frequente. Col tempo ho provato le Ernie Ball 0.09/0.46 su una Yamaha, e devo dire che queste corde sono leggermente più morbide al tatto rispetto alle D’Addario.
Ultimamente, invece, ho optato per delle corde Elixir, che sono dotate di due tipi di guaine esterne, chiamate nanoweb coating e polyweb coating, che non sono visibili ad occhio nudo. Tuttavia, queste corde durano davvero 3 o 4 volte di più rispetto a delle corde standard. Le ho provate sia sulla mia Epiphone Les Paul Standard, sia sulla mia nuova SX elettroacustica. Certo, la qualità si paga. Le Elixir costano una decina di euro in più rispetto alle D’Addario e alle Ernie Ball. Per quanto riguarda le cordiere per chitarra classica la mia predilezione va alle Savarez, che hanno un suono molto caldo ed avvolgente. Anche queste corde non sono propriamente economiche, ma se volete un suono ottimo abbinato ad una facilità di esecuzione, per la classica le Savarez sono indicatissime.Su The Long Journey potrete trovare un articolo completo su quali corde scegliere per la vostra chitarra acustica. Ma anche per l’acustica vale la stessa regola: usate le vostre orecchie per valutare quali sono le corde che fanno davvero al caso vostro.
Ricordate anche un’altra regola: non comprate corde costose se le dovete montare su una chitarra economica. Per avere il massimo dalle corde che comprate, andate prima da un liutaio e fate apportare una correzione dell’action alla vostra chitarra. In questo modo, anche delle corde non eccessivamente costose, una volta apportate le modifiche alla chitarra, suoneranno molto bene.
Una volta che avrete capito cosa vi serve, potrete anche fare dei mix: usare ad esempio il Mi Cantino di una marca, le corde di tonalità media di un’altra, e quelle di tonalità bassa di un’altra ancora. La scelta è davvero infinita!















Ciao,
Montare le corde dell’acustica o dell’elettrica sulla classica potrebbe comportare la rottura strutturale della cassa armonica.
Le chitarre classiche non sono costruite per sopportare il tiraggio delle corde per la chitarra elettrica od acustica quindi è altamente sconsigliabile fare questi interventi.
ciao